Caro Vytis
Le giornate scorrono piacevoli nell'ospitalità romana del Marchese Valentino.
Scampato al pericolo del Cardinale, ho praticamente trascinato per la collottola il Tagliamano da Napoli a Roma per cercare di venire al capo di questa intricata matassa che mi vede come vittima.
Ora il Tagliamano distende le sue membra stanche in uno dei magazzini del Marchese; un momento di riposo, tra una corveè e l'altra.
Gentile lettore quello che stai approcciando è un lavoro di fantasia basato su fatti storici. I protagonisti sono due gentiluomini d'altri tempi: Massimo Ausonio Ranieri e Vytis Rakauskas. ... se pensi di aver riconosciuto qualcuno tra i personaggi descritti... allora goditi il racconto!
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Bagnolo, 17 Giugno 1801
Ausonio dilettissimo,
duolemi assai di dover udire simili cose.
Non sia mai che dei villici si prendano giuoco di un nobiluomo quale voi siete! Certo che, con quel piglio con cui vi ha ritratto il vostro pittore di fiducia, sarebbe opportuno sì strigliare ben bene le schiene di quegli zotici, ma almeno si lesinino un poco le nerbate, ché qualche cosa da farvi perdonare l'avete anche voi... E suvvia, scrofa paletta!
duolemi assai di dover udire simili cose.
Non sia mai che dei villici si prendano giuoco di un nobiluomo quale voi siete! Certo che, con quel piglio con cui vi ha ritratto il vostro pittore di fiducia, sarebbe opportuno sì strigliare ben bene le schiene di quegli zotici, ma almeno si lesinino un poco le nerbate, ché qualche cosa da farvi perdonare l'avete anche voi... E suvvia, scrofa paletta!
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