Caro Vytis
Torno a scrivervi dal mio studiolo in Napoli, in compagnia di mio fratello Cesare, dopo una serie di vicissitudini che non esiterò a narrarvi.
Nelle ultime missive vi descrivevo la vita agreste condotta nelle campagne romane, non molto dissimili da quelle che circondano i resti dell'antica Pesto,luogo in cui ci incontrammo durante il vostro viaggio alla scoperta d'Italia.